Se c’è qualcosa che accomuna la maggior parte delle tecniche per lo studio e una corretta memorizzazione, è che si tratta di metodi nati per necessità che il loro creatore condivide con noi.

Se sei uno studente in pena perché non riesci a ricordare ciò che studi, è molto probabile che esista una tecnica creata da qualcuno che era nella tua stessa situazione.

Il cono dell’apprendimento di Edgar Dale nasce proprio così: frutto delle esperienze di un pedagogista americano, è forse proprio esperienza la parola chiave che riassume tutto.

Secondo gli studi di Dale, il processo di memorizzazione è pesantemente influenzato da quelle che sono le nostre esperienze individuali.

Più sono inusuali, più sono semplici da ricordare!
Il cono di Dale ha quindi il compito di rappresentare con un grafico quelle che sono le percentuali di apprendimento per ogni tipo di situazione a cui andiamo incontro.

Il Cono dell’Apprendimento di Edgar Dale

Com’è possibile evidenziare dal cono, l’apprendimento è suddiviso in passivo e attivo.

L’apprendimento passivo è quello che coinvolge attività come la lettura, l’ascolto o la visione di un film; quello attivo interessa invece una nostra partecipazione diretta ed è legato a studio autonomo, ripetizione degli argomenti studiati e messa in pratica delle nozioni apprese.

Quest’ultimo rappresenta quindi la maggior parte dei progressi che una persona compie nello studio di una qualsiasi materia, e non andrebbe mai trascurato!

Una volta apprese le percentuali di memorizzazione per tutte le attività che scandiscono le nostre giornate, è possibile lavorare su di esse in modo mirato.

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Se il problema sta nel modo in cui prendete gli appunti, esistono tecniche come il metodo Cornell studiate proprio per andare incontro a difficoltà di riassunto; se invece trovate difficoltà nel leggere un gran quantitativo di testi in breve tempo, è possibile applicare metodi come la lettura veloce.

Anche l’ascolto è una componente molto importante del processo di apprendimento!

Ascoltare dovrebbe essere una attività di carattere prettamente attivo, alla ricerca di una immedesimazione nei panni del nostro oratore – se riusciamo a pensare come lui, è molto probabile che anticipare i suoi pensieri ci riesca naturale, e si rimane attenti al discorso.

Sebbene il cono di Dale non sia una serie di istruzioni precise da seguire, l’applicazione di quanto appreso tramite il grafico può aiutare notevolmente nella vita di tutti i giorni!

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