Uno degli argomenti più vivi e ricchi di interesse a prescindere dal periodo storico in cui ci troviamo, non importa chi tu sia o quale sia il tuo background professionale piuttosto che quello che ti caratterizza come persona: ottenere un risultato ci appaga e rende felici.

Se poi il risultato lo si ottiene grazie a dei piccoli accorgimenti, ancora meglio.

Il potenziamento della nostra capacità di ricordare informazioni e accedere a esse in ogni momento è possibile, e non sono dei ciarlatani a dirlo.
Si tratta di approccio scientifico!

Quali sono quindi gli alleati nella nostra trasformazione in spugne della memoria?

Uno su tutti, sicuramente il sonno.
Non perché dormire fa bene, questo è ovviamente un qualcosa di vero e risaputo, ma ha poco a che fare con la spiegazione secondo cui dormire aiuta a memorizzare quello che si è appreso durante la giornata.

Quando ci lasciamo andare a un sonno rigeneratore, le nozioni che prima di quel momento avevano dimora nella zona dell’ippocampo vengono trasferite nella isocorteccia o neocorteccia, porzione di corteccia cerebrale che rappresenta la maggior parte dell’omonima superficie e meno fragile.

Nella isocorteccia, questo dicono anni e anni di studi, è dove risiedono informazioni importanti.

Concedetevi quindi un buon quantitativo di ore di sonno per giornata, ma non trascurate anche un pisolino ristoratore, in quanto stimola la nostra capacità di ricordare qualcosa.

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Altro alleato che non vi aspettereste, e forse già vi aiuta da diverso tempo ma siete a conoscenza di solo alcuni dei suoi benefici, parliamo di attività fisica.

Già, praticare sport non solo garantisce un corpo sano e meno soggetto a riscontrare malattie, ma anche una migliore memoria!

E non solo lo sport ma anche una semplice passeggiata che diventa abitudine, avreste mai detto che contribuisce a tenere la memoria flessibile e agile?

Questo perché uno dei metodi migliori per assicurare una corretta assimilazione delle informazioni è, ironicamente, allontanarsi da esse una volta conclusa l’attività che viene definita come apprendimento attivo.

Il cervello ha infatti bisogno di tempo per digerire quello che gli avete dato in pasto, così come il vostro stomaco: cosa è consigliato dopo un lauto pranzo?
Proprio una passeggiata!

Che le due cose funzionino in modo analogo, c’è in realtà poco da stupirsi: il corpo è come una macchina i cui componenti vivono di simbiosi.

Non approfondiamo criteri come l‘associazione di immagini o di sensazioni in quanto si tratta di procedure che richiedono un minimo di sforzo e non di gesti quotidiani, seppure possano divenire tali col tempo.

Partite invece da sonno e sport, non ve ne pentirete!

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Ti auguro una splendida giornata

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