Venire in aiuto della memoria quando essa non ci viene in aiuto: la ripetizione dilazionata non è che questo, un criterio per determinare con quanta frequenza il ricordo va stimolato.

In cosa consiste esattamente e come si fa a determinare quali sono le nostre necessità?

La ripetizione dilazionata necessita, prima di tutto, di una introduzione esplicativa.

Molte persone vivono nella convinzione che più un concetto viene ripetuto e più questo viene marchiato a fuoco nella nostra memoria, ma è davvero così?
Una attenta analisi dei comportamenti del nostro cervello sembrerebbe smentire questo pensiero.

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Trasferire le informazioni dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine è infatti un processo efficiente, che in quanto tale considera tutte le nostre azioni e si delinea di conseguenza.

Questo vuol dire che un concetto ripetuto fino alla nausea viene recepito dal cervello non come qualcosa che dobbiamo memorizzare, bensì come informazione che non ha senso di essere immagazzinata in quanto si ripresenta di frequente.

Seguendo questo principio, la ripetizione dilazionata cerca di identificare il lasso di tempo ideale tra l’apprendimento di una nozione e il momento in cui essa sta per essere dimenticata, ovvero quello ideale nel quale stimolare di nuovo la memoria.

Viene da sé che per ogni materia e ogni argomento i tempi richiesti siano diversi, come riportato da vari studi che integrano l’uso di cosiddette flashcard: l’obiettivo principale della ripetizione dilazionata è quindi fornire uno stimolo al cervello in intervalli via via più lunghi, fino a che le informazioni verranno pienamente assimilate.

Il sistema Leitner è uno dei metodi più conosciuti e utilizzati per la gestione di informazioni e si rifà direttamente al concetto di ripetizione dilazionata, classificandosi in ottica di un criterio di revisione delle flashcard, quando studiarle e come suddividerle.

Esistono molti software gratuiti che permettono di praticare la ripetizione dilazionata in qualsiasi momento della giornata e ovunque ci si trovi, e che di fatto hanno provveduto a sostituire le flashcard cartacee.

A livello di software i 2 più conosciuti per applicare questa tecnica sono Anki (che tradotto dalla lingua giapponese significa memorizzazione) e SuperMemo, un software le cui origini risalgono addirittura agli anni ’80, sviluppato da Piotr Wozniac.

Se volete iniziare, questo è un ottimo punto di partenza!

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